Image credits: Dixit 2: Quest, illustration by Marie Cardouat. Asmodee editions, 2008
“L’umanità deve all’infanzia il meglio di ciò che ha da offrire.”
— Eglantyne Jebb
La chirurgia, al servizio del futuro.
Benvenuti nel nostro piccolo spazio dedicato alla salute dei più piccoli. Mi chiamo Mohamed e sono un Medico Specialista in Chirurgia ed Urologia Pediatrica, in servizio presso l’equipe del Dr. Marco Prestipino, all’Ospedale “Santa Maria della Misericordia “Silvestrini” di Perugia. Qui ci occupiamo di patologia chirurgica acquisita e malformativa del bambino, seguendolo con cura in tutte le fasi del suo sviluppo, dalla nascita fino alla pubertà. La chirurgia pediatrica è una disciplina in continua evoluzione perché accompagna il cambiamento stesso della medicina, della tecnologia e della conoscenza dello sviluppo infantile. Non si occupa soltanto di “operare bambini”, ma comprende la gestione di patologie congenite, neonatali, oncologiche, traumatiche e funzionali che variano profondamente in base all’età e alla crescita del paziente.
Definire il nostro lavoro in modo netto è difficile perché i suoi confini si intrecciano costantemente con numerose altre specialità — dalla neonatologia all’urologia, dalla chirurgia mini-invasiva alla terapia intensiva pediatrica — in un contesto in cui tecniche, approcci e indicazioni cambiano rapidamente. Ogni progresso tecnologico e scientifico amplia le possibilità terapeutiche, rendendo la chirurgia pediatrica una disciplina dinamica, altamente specialistica e in continuo adattamento alle esigenze dei piccoli pazienti.
Non un piccolo adulto
Un bambino non può essere considerato un “piccolo adulto” perché il suo organismo è in continua crescita e sviluppo. Organi, metabolismo, sistema immunitario e risposta ai farmaci o all’intervento chirurgico funzionano in modo diverso rispetto a quelli di un adulto, così come differiscono le esigenze nutrizionali, psicologiche ed emotive. In medicina pediatrica, ogni valutazione diagnostica e terapeutica deve quindi tenere conto dell’età, dello sviluppo e della delicatezza del paziente, adottando un approccio specifico e dedicato. Curare un bambino significa prendersi cura di un organismo unico, in evoluzione, e del futuro che rappresenta.
Non solo patologia
Il ruolo del chirurgo pediatrico non si limita alla cura della malattia, ma accompagna anche il bambino sano durante le diverse fasi della crescita. Molte condizioni di interesse chirurgico pediatrico, infatti, non richiedono necessariamente un intervento immediato: alcune possono risolversi spontaneamente con lo sviluppo, altre necessitano semplicemente di monitoraggio clinico, mentre altre ancora devono essere trattate nel momento più adeguato della crescita del bambino.
Per questo il parere del chirurgo pediatrico è fondamentale anche nel follow-up evolutivo del paziente sano o apparentemente sano: permette di distinguere ciò che rappresenta una normale variante dello sviluppo da ciò che richiede attenzione specialistica, evitando sia trattamenti inutili sia ritardi diagnostici. La chirurgia pediatrica, quindi, non è soltanto cura, ma anche osservazione, prevenzione e accompagnamento del bambino nel suo percorso di crescita.
Un approccio specifico
La cura del bambino chirurgico richiede un approccio profondamente specifico, perché ogni malformazione congenita o urgenza pediatrica non coinvolge mai soltanto il piccolo paziente, ma investe inevitabilmente l’intero nucleo familiare. Ansie, paure, dubbi e fragilità diventano parte integrante del percorso di cura, ed è compito del chirurgo pediatrico saper comprendere non solo gli aspetti clinici, ma anche le esigenze psicologiche, emotive e sociali della famiglia.
Per questo è fondamentale mantenere un equilibrio delicato: ci viene richiesto di essere professionali, chiari e rassicuranti con i genitori, senza però perdere con il bambino quella capacità di gioco, ascolto e leggerezza che permette di creare fiducia e ridurre la paura. In chirurgia pediatrica, la competenza tecnica deve sempre andare di pari passo con l’umanità e la sensibilità relazionale.
La mia attività
Dicevamo quindi che in chirurgia pediatrica ci occupiamo della diagnosi, del trattamento e del follow-up delle principali patologie chirurgiche dell’età neonatale, infantile e adolescenziale. Qui raccolgo le attività chirurgiche più comuni e di routine, affrontandole con un approccio pensato per il bambino e la sua famiglia, nel rispetto delle esigenze cliniche, psicologiche ed evolutive del paziente.
Ogni percorso diagnostico e terapeutico viene chiaramente personalizzato in base all’età, alla crescita e alle caratteristiche del bambino o del ragazzo, con particolare attenzione alla sicurezza, alla mini-invasività e alla qualità dell’assistenza.
Dr. Vincenti - Chirugia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirugia Pediatrica
Fimosi
“A mio figlio non si apre il pisellino…”
Classificazione di Kabaya. Fonte: Chirurgia Pediatrica, Lima-Ruggeri, 2015, Edises.
E’ questa una delle frasi che ci sentiamo ripetere più spesso in ambulatorio da genitori preoccupati e confusi, spesso accompagnata da un’altra domanda esistenziale: “ma questa pelle, bisogna abbassarla oppure no?”
La fimosi è una condizione in cui il prepuzio, la pelle che ricopre il glande, risulta troppo stretto e non permette di scoprire completamente il glande stesso. Nei bambini piccoli è spesso una situazione fisiologica e tende a migliorare spontaneamente con la crescita. Quando però provoca infezioni, fastidi urinari o persiste nel tempo, può essere utile un trattamento specialistico.
Altra condizione sono invece le aderenze balano-prepuziali, ovvero aderenze tra la mucosa del glande e la cute prepuziale che possono risolversi con la crescita o essere rimosse con una piccola procedure ambulatoriale previa applicazione di crema anestetica.
Nella maggior parte dei casi il primo approccio è conservativo, tramite l’applicazione di una crema specifica associata a delicati esercizi di retrazione, che spesso consentono di risolvere il problema senza intervento. Nei casi in cui la terapia medica non sia efficace o siano presenti complicanze, può essere indicato un piccolo intervento chirurgico, sicuro e generalmente ben tollerato, finalizzato a risolvere definitivamente la situazione.
Tutto interessante, certo, ma quindi: apertura sì o apertura no?
La risposta alla domanda purtroppo non è univoca: in alcuni casi stimolare l’elasticità del prepuzio può essere d’aiuto all’apertura spontanea, in altri, specie in caso di prepuzi troppo stretti o in presenza di infiammazione cronica della cute, può causare delle micro-fissurazioni che possono portare ad una cicatrizzazione con peggioramento del quadro.
Solo il chirurgo specialista è in grado di stabilire se il grado di stenosi è patologico o meno e se la cosiddetta “ginnastica prepuziale” può o meno essere una pratica utile e non controproducente.
Nel peggiore dei casi l’abbassamento di un prepuzio troppo stretto può portare alla parafimosi, dove la “pelle” rimane a strozzare la base del glande enon tornando più su può bloccare il flusso sanguigno: questa è una situazione d’emergenza che va poi posta immediatamente all’attenzione di uno specialista!
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Criptorchidismo
“Ha una pallina che non viene giù…”
ll testicolo non disceso (criptorchidismo) è una condizione in cui uno o entrambi i testicoli non completano correttamente la loro discesa nello scroto durante la vita fetale (la discesa avviene infatti dall’addome allo scroto attraversando il canale inguinale).
In alcuni bambini il testicolo può essere semplicemente retrattile, cioè mobile e in grado di risalire temporaneamente per effetto del riflesso cremasterico: in questi casi è spesso sufficiente il monitoraggio clinico. Diversa è invece la situazione del vero criptorchidismo inguinale o del testicolo intraddominale, in cui il testicolo rimane bloccato lungo il suo percorso di discesa e difficilmente può scendere spontaneamente dopo i primi mesi di vita.
Le linee guida attuali suggeriscono, in caso di testicolo fuori dalla sede scrotale alla nascita, di aspettare 6 mesi la discesa spontanea (ATTENZIONE: questo non significa che il bambino non debba essere visitato subito dallo specialista o almeno dal curante!) per poi effettuare l’intervento in caso di mancata normalizzazione della posizione entro l’anno di età. Quando indicato, il trattamento è chirurgico (orchidopessi) e consiste nel posizionare stabilmente il testicolo nello scroto. Intervenire nei tempi corretti è importante per ridurre il rischio futuro di infertilità, alterato sviluppo testicolare, torsione e aumento del rischio oncologico in età adulta.
A volte il testicolo può rimanere invece addirittura dentro l’addome: in quel caso è necessaria la ricerca dell’organo con un’esplorazione laparoscopica, prima di un’eventuale orchidopessi che può avvenire anche in più fasi operatorie.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Ernia Inguinale ed Idrocele
“C’è questo bozzo all’inguine che va e viene”
“Gli si gonfia la pallina”
Ernia inguinale e idrocele sono condizioni molto frequenti in età pediatrica e condividono la stessa origine embrionale: derivano dalla mancata chiusura di un piccolo canale (dotto peritoneo-vaginale) che durante la vita fetale accompagna la discesa del testicolo verso lo scroto. Quando attraverso questo canale passa del liquido si parla di idrocele; quando invece possono scendere anse intestinali o altri tessuti addominali si parla di ernia inguinale.
L’idrocele si presenta generalmente come un rigonfiamento morbido e non doloroso dello scroto, spesso variabile durante la giornata, e nei primi mesi di vita può anche risolversi spontaneamente. L’ernia inguinale, invece, richiede maggiore attenzione perché il contenuto addominale può incarcerarsi, provocando dolore e necessitando di trattamento urgente.
Quando indicato, il trattamento è chirurgico e consiste nella chiusura del canale peritoneo-vaginale (nei bambini non si usano le “retine”!), con un intervento generalmente rapido e sicuro. La valutazione specialistica permette di distinguere correttamente le due condizioni e di individuare il momento più appropriato per intervenire.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Ipospadia
“Quando è nato mi hanno detto che ha il buchino nel punto sbagliato”
L’ipospadia è una malformazione congenita del pene in cui il meato urinario, cioè l’apertura da cui fuoriesce l’urina, non si trova sulla punta del glande ma in una posizione più bassa “sotto” il pene. Può associarsi a incurvamento penieno (chordee) e a una conformazione incompleta del prepuzio, spesso “a ventaglio”. La gravità varia in base alla posizione del meato e all’eventuale presenza di anomalie associate.
Il trattamento è chirurgico e ha l’obiettivo di correggere la posizione del meato, raddrizzare il pene, garantire una funzione urinaria e, in futuro, sessuale adeguata.
L’intervento viene generalmente eseguito dai 9 mesi ai 2 anni o in età immediatamente prescolare, con tecniche ricostruttive dedicate.
Una valutazione specialistica alla nascita è comunque importante anche per distinguere le forme più lievi da quelle che necessitano di un approccio chirurgico più complesso.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Varicocele
“Facendo la doccia si è accorto di questa palla dietro al testicolo”
Il varicocele è una dilatazione anomala delle vene del testicolo, più frequentemente a sinistra, dovuta a un difficoltoso ritorno del sangue verso l’addome. È una condizione abbastanza comune in età adolescenziale e adulta (dai 12 ai 18 anni) e, nella maggior parte dei casi, non causa sintomi importanti. Talvolta può associarsi a senso di peso o fastidio scrotale, riduzione del volume testicolare o alterazioni della fertilità.
Quando indicato, il trattamento è chirurgico e ha l’obiettivo di interrompere il reflusso venoso preservando le strutture sane, in particolare arteria testicolare e vasi linfatici. La tecnica che utilizzo è la legatura secondo Palomo, eseguita in regime di Day Surgery. L’impiego del verde d’indocianina, un colorante fluorescente visualizzabile con apposita tecnologia, consente di identificare con maggiore precisione i vasi linfatici e di ridurre il rischio di complicanze come l’idrocele post-operatorio.
La procedura viene programmata dopo valutazione specialistica, ecografia scrotale e, quando necessario, studio della funzione testicolare o del liquido seminale.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Enuresi
“Ogni tanto capita che la notte ci scappi un po’ di pipì…”
L’enuresi è l’emissione involontaria di urine durante il sonno in bambini che hanno già raggiunto l’età in cui ci si aspetta il controllo della minzione. È una condizione frequente e spesso vissuta con disagio dal bambino e dalla famiglia, ma non deve essere interpretata come una colpa o una mancanza di volontà.
Le cause possono essere diverse e comprendono una maturazione ancora incompleta del controllo vescicale, una produzione notturna di urina superiore alla norma, un sonno particolarmente profondo o una ridotta capacità funzionale della vescica. Per questo motivo è importante una valutazione specialistica, che permetta di distinguere le diverse forme di enuresi e impostare il percorso più adatto.
Il trattamento può includere semplici modifiche delle abitudini quotidiane, strategie comportamentali, dispositivi di allarme notturno o, in casi selezionati, una terapia farmacologica. Con un approccio personalizzato, graduale e rassicurante, l’enuresi può essere affrontata efficacemente, aiutando il bambino a recuperare serenità, sicurezza e autonomia.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Infezioni delle vie urinarie
“Ha spesso questa febbre, e gli brucia la pipì, non capiamo come mai”
Le infezioni delle vie urinarie sono frequenti in età pediatrica e possono interessare la vescica, causando cistite, oppure risalire verso i reni, provocando infezioni febbrili più importanti. I sintomi più comuni sono bruciore durante la minzione, urgenza, bisogno frequente di urinare, dolore addominale, urine torbide o maleodoranti e febbre.
Alcuni fattori possono favorire le infezioni ricorrenti, come la stitichezza, che ostacola il corretto svuotamento della vescica, o il reflusso vescico-ureterale, cioè la risalita dell’urina dalla vescica verso i reni.
La terapia dipende dalla causa: può prevedere antibiotici mirati, correzione della stitichezza, corretta idratazione, regolari abitudini minzionali e controlli specialistici. Nei casi di reflusso più significativi, possono essere indicati trattamenti endoscopici o chirurgici.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Stipsi
“Abbiamo un po’ di problemi ad andare al bagno…”
La stipsi è un disturbo molto frequente in età pediatrica e consiste in un’evacuazione difficoltosa, poco frequente o dolorosa. Spesso si associa a feci dure, dolore addominale, gonfiore e, talvolta, piccoli episodi di perdita involontaria di feci.
Nella maggior parte dei casi la stipsi è funzionale, cioè non legata a malattie organiche, ma a un rallentamento dell’intestino o alla tendenza del bambino a trattenere le feci. Se persistente, può influenzare anche il corretto funzionamento della vescica e favorire disturbi urinari o infezioni ricorrenti.
Il trattamento si basa su una corretta idratazione, alimentazione ricca di fibre, regolarità nell’andare in bagno e, quando necessario, terapia farmacologica specifica. Una valutazione specialistica permette di impostare un percorso personalizzato e prevenire le recidive.
In questo contesto il ruolo del chirurgo diventa importante in quanto, malgrado la maggior parte delle stipsi sia di origine funzionale, a volte alcune patologie caratterizzate da costipazione possono associarsi a difetti anatomici per i quali possono essere necessarie raccolte di biopsie intestinale o, nei casi peggiori, dei veri e proprio interventi chirugici.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dolore addominale ricorrente
“Si lamenta sempre che gli/le fa male la pancia”
Il dolore addominale ricorrente è un disturbo frequente in età pediatrica e adolescenziale. Può presentarsi con episodi ripetuti di dolore alla pancia, di intensità variabile, talvolta associati a nausea, alterazioni dell’alvo, gonfiore o riduzione dell’appetito.
Le cause possono essere molteplici. Tra le più comuni rientrano la stipsi, che può provocare dolore e distensione addominale, e le cause funzionali o psicogene, spesso legate a stress, ansia o somatizzazione. Nell’adolescente, soprattutto di sesso femminile, vanno considerate anche possibili cause ginecologiche, come le cisti ovariche. In alcuni casi, il dolore può essere legato a un risentimento appendicolare, cioè a una sofferenza dell’appendice che richiede attenzione specialistica.
Il ruolo del chirurgo pediatrico è quello di valutare attentamente il bambino, distinguendo le forme funzionali da quelle che possono richiedere ulteriori accertamenti o un trattamento chirurgico. Attraverso visita clinica, ecografia e collaborazione con pediatra, gastroenterologo o ginecologo, il chirurgo contribuisce a individuare la causa del dolore e a impostare il percorso più appropriato, evitando sia interventi non necessari sia ritardi diagnostici.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Ematuria
“Abbiamo visto del rosso nella pipì”
L’ematuria è la presenza di sangue nelle urine e può essere visibile a occhio nudo, con urine rosse o scure, oppure rilevata solo all’esame delle urine. In età pediatrica può avere molte cause, spesso benigne, ma merita sempre un corretto inquadramento.
Può comparire in corso di infezioni urinarie, piccoli traumi, calcoli, polipi sanguinanti, intensa attività fisica o alterazioni dei reni e delle vie urinarie. La valutazione specialistica permette di distinguere le forme occasionali da quelle persistenti o associate ad altri sintomi, come dolore, febbre, bruciore urinario o proteinuria.
Il percorso diagnostico può includere esame urine, urinocoltura, ecografia dell’apparato urinario e, quando necessario, ulteriori approfondimenti come la cistoscopia. Il trattamento dipende dalla causa: può andare dal semplice monitoraggio alla terapia antibiotica, fino alla gestione di eventuali calcoli o anomalie urologiche.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Linfoadenomegalia
“Ha un bozzo sul collo da qualche mese, e non passa nemmeno con l’antibiotico”
Le linfoadenopatie sono ingrossamenti dei linfonodi, frequenti in età pediatrica e spesso legati a infezioni o infiammazioni locali. Nella maggior parte dei casi hanno un andamento benigno e tendono a ridursi spontaneamente o con terapia medica mirata.
Alcune linfoadenopatie, però, richiedono una valutazione chirurgica: linfonodi che aumentano progressivamente di volume, persistono nel tempo, sono duri o fissi ai piani profondi, si associano a dolore importante, arrossamento, raccolte di pus o segni generali come febbre prolungata, calo di peso o sudorazioni notturne.
Il chirurgo pediatrico interviene quando è necessario drenare un ascesso linfonodale, rimuovere una lesione sospetta o eseguire una biopsia per ottenere una diagnosi precisa. La valutazione clinica, insieme a ecografia ed eventuali esami del sangue, consente di scegliere il percorso più appropriato, evitando interventi non necessari ma garantendo una diagnosi tempestiva nei casi meritevoli di approfondimento.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Onicocriptosi (Unghia Incarnita)
“C’è questo dito gonfio, esce anche del pus…”
L'onicocriptosi è una condizione frequente nei bambini e negli adolescenti, causata dalla crescita dell'unghia all'interno della pelle. Provoca dolore, arrossamento, gonfiore e, nei casi più avanzati, infezione. Le forme iniziali possono essere trattate con terapie conservative, mentre i casi recidivanti o complicati possono richiedere un piccolo intervento chirurgico risolutivo.
Quando rivolgersi allo specialista?
Dolore persistente all'alluce.
Arrossamento o gonfiore.
Presenza di pus o granuloma.
Episodi ricorrenti di unghia incarnita.
A volte l’unghia può essere rimossa in sede ambulatoriale, mentre altre volte è necessario un vero e proprio intervento chirurgico
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Cisti e seno Pilonidale
“C’è una bozza sul sedere che gli fa molto male quando si siede”
La cisti pilonidale è una condizione infiammatoria della piega interglutea, più frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. È spesso legata alla penetrazione di peli nella cute e può manifestarsi con dolore, gonfiore, arrossamento, secrezione o formazione di un ascesso.
Nelle forme acute può essere necessario drenare la raccolta infetta. Nei casi cronici o recidivanti, il trattamento è chirurgico e ha l’obiettivo di rimuovere il tramite pilonidale, ridurre l’infiammazione e limitare il rischio di nuove recidive.
Prima dell’intervento spesso si rendono necessari uno o più cicli di antibiotico per bocca.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Masse cutanee, sottocutanee e nevi
“Ha questa bozzetta qui da quando è nato/a”
Le masse cutanee e sottocutanee comprendono noduli, cisti e altre formazioni localizzate nella pelle o nei tessuti sottostanti. Nella maggior parte dei casi sono benigne, ma richiedono una valutazione quando aumentano di volume, provocano dolore, si infiammano o presentano caratteristiche insolite.
Anche i nevi devono essere controllati nel tempo, soprattutto se cambiano forma, colore, dimensioni, margini o iniziano a sanguinare. Il chirurgo pediatrico valuta la lesione e, quando indicato, può eseguirne l’asportazione completa con successivo esame istologico.
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Dr. Vincenti - Chirurgia Pediatrica
Cisti mediane e laterali del collo
“C’è questo bozzo sul collo che non se ne va, nemmeno con l’antibiotico”
Le cisti mediane del collo, spesso dovute a residui del dotto tireoglosso, e le cisti laterali da residui branchiali sono malformazioni congenite che possono manifestarsi come tumefazioni del collo, talvolta presenti fin dall’infanzia ma evidenti solo dopo un’infezione.
Possono aumentare di volume, infiammarsi, diventare dolenti o formare raccolte. La valutazione comprende visita specialistica ed ecografia; in alcuni casi sono necessari ulteriori esami. Il trattamento è generalmente chirurgico e consiste nell’asportazione completa della cisti e del suo tramite, per ridurre il rischio di recidiva o nuove infezioni.
Dubbi o confusione? Vediamoci
La maggior parte dei problemi medici, e ancor più quelli di interesse chirurgico necessitano, come si può intuire, di una visita specialistica e personalizzata.
La visita diretta rappresenta infatti un momento fondamentale nella valutazione delle patologie mediche e soprattutto chirurgiche. Solo attraverso il colloquio, l’esame clinico e il confronto con la famiglia è possibile costruire un percorso diagnostico e terapeutico realmente condiviso e disegnato sulle esigenze specifiche del paziente e del suo contesto familiare.
Prenota una visita
Visito all’Ospedale Santa Maria della Misericordia “Silvestrini” di Perugia, ogni Mercoledì dalle 15:00 alle 19:00, in regime di Intramoenia (ALPI), Ambulatorio 8 Day Hospital Pediatria, Blocco H, Piano 2
Visita Chirurgica Pediatrica
Visita Chirurgica pediatrica - Controllo
Visita Urologica Pediatrica
Le visite, a seconda del tipo di problematica, della necessità di procedure ambulatoriali o di inserimento in lista operatoria, durano in media circa 20-30 minuti, mentre le visite di controllo , sempre in dipendenza della condizione trattata, hanno una durata molto variabile e difficilmente quantificabile.
Le visite sono prenotabili al numero unico aziendale 075 5782954 (senza impegnativa del curante), nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 19,00 ed il sabato dalle 8,00 alle 13.00. L’ufficio fornisce informazioni anche sui prezzi e sulle modalità di pagamento delle prestazioni.